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Indicazioni stradali e Mappa

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Psicoterapia a Palermo: informazioni

 



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Sommario della pagina

 



CARATTERISTICHE GENERALI DELLE PERSONE CHE RICHIEDONO PSICOTERAPIA E/O ANALISI PSICOLOGICA

Vediamo solo alcuni fra i molti casi possibili

Lo STUDIO, la TERAPIA e lo PSICOTERAPEUTA: informazioni

Come si svolge la psicoterapia: dal primo colloquio in poi  Lo Psicoterapeuta  Dr. Sergio Angileri
La Psicoterapia: teorie, tecniche e metodi Organizzazione clinica dello Studio PSIMED  Di cosa ci occupiamo
La Terapia Integrata: Procedure di Psicologia e Medicina integrate Integrazione di Psicoterapia, Psichiatria, Neurologia e Medicina Psicosomatica
Terapia Integrata Multimodale Psicologo  Psicoterapeuta  Psichiatra - Neurologo

Quanto costa la Psicoterapia:  Tariffario Ordinario e tariffario Agevolato

DEPRESSIONE

DISTURBI d'ANSIA e PANICO

Terapia antidepressiva multimodale

Ansia e Panico: le procedure di diagnosi e di terapia

Terapia integrata della depressione: approccio coordinato psicologico e medico

Ansia e Panico: terapia integrata in approccio coordinato psicologico e medico

Medicina PsicosomaticA e psicosessuologia

Terapia di Coppia

Medicina Psicosomatica Crisi di coppia  Psicoterapia di coppia  Mediazione e Consulenza psicologica e legale

Trattamento dei DISTURBI SESSUALI psicogeni, maschili e femminili TERAPIA SESSUALE

Anorgasmia femminile e frigidità psicogene Il dolore sessuale psicogeno, nella partner femminile
Eiaculazione precoce psicogena Dispareunia e Vaginismo
Disfunzione erettile psicogena Terapie sessuali integrate, con la coppia

Trattamento specialistico delle DIPENDENZE IN INTERNET: cyberdipendenza - chats - sessodipendenza - pornodipendenza

 

La Biblioteca del Dott. Sergio Angileri

 vedi qui una delle liste di articoli e argomenti

Lo STUDIO, la TERAPIA e lo PSICOTERAPEUTA: informazioni

Come si svolge la psicoterapia: dal primo colloquio in poi  Lo Psicoterapeuta  Dr. Sergio Angileri
La Psicoterapia: teorie, tecniche e metodi Organizzazione clinica dello Studio PSIMED  Di cosa ci occupiamo
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Persone che presentano una

"condizione acuta sintomatologica"

- casi nei quali la psicoterapia è richiesta per motivi sanitari (ansia, panico, depressione, fobie, disturbi ossessivi, psicosessuali, ecc.) -

  • la persona soffre prevalentemente di sintomi improvvisi o recenti, oppure che sorgono dalla sua pregressa condizione di disturbo psicologico, che dura da tempo variabile caso per caso -(ansia, panico, ossessioni e compulsioni, fobie, disturbi dell'umore, stati depressivi, stati di iperattività, dipendenze, disturbi della sfera sessuale, crisi di relazione sociale, crisi di relazione di coppia ecc.)

La persona, in questi casi, spesso consulta lo psicoterapeuta con aspettative "mediche", esclusivamente a causa dei sintomi che la affliggono.

Sono, spesso, persone convinte che la psicologia e la psicoterapia servano solo in casi estremi, di tipo medico/sanitario. Alcune sono convinte, erroneamente, che la psicoterapia sia una alternativa agli psicofarmaci, che non vogliono assumere.

 

persone che presentano un

"disagio psicologico - situazionale"

- casi nei quali lo psicoterapeuta è cercato per un disagio psicologico attribuito ad altri o a qualche situazione esterna -

  • La persona, in questi casi, è consapevole di un indefinito disagio, ma lo attribuisce a qualche situazione esterna a sè, oppure fornisce proprie interpretazioni e spiegazioni, o altre volte dichiara di sentirsi incerto e confuso su come spiegarsi un indefinibile disagio psicologico. La persona, in questi casi, non sempre accusa necessariamente sintomi acuti. A volte sente un disagio senza sintomi, oppure sente sintomi lievi o non stabilizzati.

La persona, in questi casi, consulta lo psicoterapeuta, ma con aspettative "incerte", non sapendo esattamente cosa chiedere o aspettarsi. E' spesso convinta che la responsabilità del proprio disagio sia di altre persone, oppure sia dovuto ad eventi che sono accaduti o stanno accadendo.

In questi casi vorrebbe che lo psicoterapeuta, magari in un singolo incontro, gli fornisca consigli, rimedi e soluzioni. Queste persone di solito considerano la psicoterapia come un sistema di supporto o consiglio.

 

persone che presentano

"necessita' di consigli, pareri e indicazioni"

- casi in cui lo psicologo è cercato per ottenere pareri e consigli -

  • la persona nega di soffrire un vero disturbo, anche se involontariamente, e trasforma la richiesta di aiuto, spesso in buona fede, sotto forma di "consiglio" .

  • In altri casi, se effettivamente non disturbata, necessita oggettivamente di semplice "consulenza".

  • Altre volte dichiara apertamente di avere richiesto quel primo colloquio per una forma di curiosità di incontro con uno psicoterapeuta.

La persona, in questi casi, viene a chiedere apertamente consigli, pareri, indicazioni e tende a intrattenere il colloquio parlando della situazioni della sua vita quotidiana, sfuggendo qualsiasi riferimento al proprio sistema psicologico.

Queste persone, di solito, si sentono in grande imbarazzo già solo per il semplice fatto di essere andate in un colloquio con lo psicoterapeuta.

A volte queste persone, provano imbarazzo e si sentono "declassate" a causa del fatto di "essere andati dallo psicologo".

persone che vengono

"gia' informate, edotte o avendo gia' fatto precedentemente psicoterapia"

- casi in cui lo psicoterapeuta/analista è cercato chiaramente per effettuare una psicoterapia analitica, spesso del profondo -

 

 

  • la persona viene chiaramente a chiedere di entrare in un rapporto di analisi, già sapendo molto su questo, a volte perchè la persona è già molto informata e colta sui significati e sulle utilità della psicoterapia analitica o dell'analisi psicologica, a prescindere dalla necessità terapeutica. Altre volte perchè ha già alle spalle una precedente psicoterapia non analitica fatta altrove e adesso vuole procedere e approfondire in un percorso analitico/psicoanalitico.

La persona in questi casi mostra subito di sapere cosa vuole. A volte sta anche soffrendo di alcuni sintomi, ma non sempre è in uno stato di disturbo o sofferenza palese. Questo tipo di persone non richiede la psicoterapia e/o l'analisi con un atteggiamento di richiesta di "intervento medico-sanitario".

Molte volte si trova in un periodo di crisi di vita, a vari livelli, o crisi esistenziale.

Altre volte, invece, vuole percorrere con un analista, un approfondimento introspettivo/analitico, con obiettivi non sempre del tutto definibili in partenza.

Queste, per lo più, sono persone istruite, non suggestionate dai luoghi comuni e dai pregiudizi sulla psicoterapia e in genere sono di elevato livello intellettuale, molto complesse e profonde.


 

Come definire allora, la PSICOTERAPIA?

Chi sono le persone che se ne servono?

 

 

definizione di "psicoterapia"

 

La psicoterapia ha due aspetti, UNO CLINICO-SANITARIO E L'ALTRO FORMATIVO, EVOLUTIVO, DI AUTOCONOSCENZA PROFONDA.

  1. e' una cura specialistica per i disturbi psichici e le malattie mentali, spesso somministrata in combinazione con psicofarmaci adeguati: IN QUESTI CASI LA PSICOTERAPIA E' EFFETTIVAMENTE UN INTERVENTO CLINICO E SANITARIO.

  2. La psicoterapia, inoltre, nella forma di applicazione analitica e/o quando non è necessario curare disturbi o malattie psicologiche, è anche o a volte soltanto, un percorso di autoconoscenza e perfezionamento di crescita esistenziale, individuale e relazionale, per potere conseguire maggiore efficacia ed armonia con se stessi e con gli altri.

 

 

 

Una parte degli utenti dello psicoterapeuta, sono persone che soffrono di disagio psichico a volte sintomatico e altre volte asintomatico.

Altra parte di utenti soffrono di vere e proprie malattie mentali, primarie e a volte anche secondarie a vere malattie neurologiche. 

Altri utenti, invece, non soffrono di veri disturbi psichici, o malattie mentali, ma si servono della psicoterapia analitica come di un mezzo di ulteriore crescita personale.

Generalmente le persone accedono allo studio di psicoterapia per mezzo di segnalazioni o indicazioni ricevute da altri pazienti trattati nello stesso studio, o per mezzo di indicazioni e avviamenti attuati da altri specialisti che hanno in cura la stessa persona, o per mezzo di conoscenze sugli specialisti dello studio ottenute tramite pubblicazioni degli articoli scritti, o anche per mezzo di vie casuali come la lettura di spazi informativi sugli elenchi telefonici, riviste specializzate, internet, ecc.

Questi ultimi mezzi casuali, e da alcuni anni specialmente Internet, sono usati abbastanza frequentemente, anche perchè spesso le persone sentono la necessità, all'inizio, di accedere allo psicoterapeuta in modo molto riservato e anonimo. Per cui, spesso, preferiscono non parlarne con nessuno e scelgono lo psicoterapeuta casualmente, affidandosi ad una scelta individuale fondata sul proprio intuito. Questo avviene anche per enormi pregiudizi e vergogne che continuano a sussistere in molte persone, circa il disagio psichico e circa la cura psicoterapeutica.

Nel meridione d'Italia, inoltre, è molto meno frequente che altrove in Europa, che persone, anche se erudite ed informate, si servano della psicoterapia analitica come strumento di crescita e perfezionamento personale, senza soffrire di particolari disturbi psicologici. Ciò dipende anche da una base culturale arcaica nel Sud, che impone all'individuo la convinzione dell'autosufficienza e del "non aver mai bisogno di nessun estraneo alla famiglia", pena l'essere etichettato un debole, tarato, o traditore.

Anche questa obsoleta contaminazione tradizionale contribuisce, nel Sud, al fatto che giungono spesso in terapia persone, dopo molti anni di sofferenza, sintomi e disagi psicologici, mai trattati, oppure trattati inappropriatamente, oppure trattati soltanto con ripetuti cicli di psicofarmaci e solo quando sono ormai ad un punto estremo della loro condizione, anzichè andare in psicoterapia in tempo utile.

Una volta deciso, infine, la persona di solito telefona per chiedere un primo appuntamento, che otterrà al più presto concordandolo con la segreteria dello studio.

(vedi    La psicoterapia:   definizione e descrizione della psicoterapia)

 

Lo STUDIO, la TERAPIA e lo PSICOTERAPEUTA: informazioni

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DEPRESSIONE

DISTURBI d'ANSIA e PANICO

Terapia antidepressiva multimodale

Ansia e Panico: le procedure di diagnosi e di terapia

Terapia integrata della depressione: approccio coordinato psicologico e medico

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Medicina PsicosomaticA e psicosessuologia

Terapia di Coppia

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Il primo appuntamento

 

Il primo appuntamento ovviamente ha lo scopo di dare all'utente la possibilità di conoscere personalmente lo psicoterapeuta e di esporgli le proprie

  • motivazioni

  • disturbi

  • aspettative

 

Lo psicoterapeuta a sua volta, nel primo colloquio, potrà ascoltare e osservare, in modo da poter iniziare a farsi una prima idea diagnostica e potrà esporre all'utente le informazioni e chiarificazioni preliminari circa la cura. Ci sono delle volte in cui l'utente telefona per chiedere intenzionalmente il primo appuntamento con un altro degli specialisti dello studio, come ad esempio il neurologo, o altri.

La maggior parte delle volte però accade, che il primo appuntamento si richiede e si ottiene con lo psicoterapeuta.

Il primo appuntamento con lo psicoterapeuta consiste in un vero e proprio colloquio, che si svolge nella studio personale dello psicoterapeuta, seduti talvolta ai lati opposti di una scrivania, o più frequentemente l'uno di fronte all'altro sui divani dello studio, spesso in modo del tutto informale e paritetico.

Normalmente si tratta di un colloquio calmo e rassicurante, oltre che chiarificatore. Spesso l'utente, già oberato dal suo disagio, prova anche una certa ansia per il fatto che è ignaro di "come si svolge il colloquio e la psicoterapia". Spesso è fuorviato e confuso da precedenti errate informazioni e pregiudizi sullo psicoterapeuta e la psicoterapia, così come spesso la persona arriva al primo colloquio con una gran confusione circa le figure professionali che lo possono aiutare ( psicologo? psichiatra? neurologo? altro medico? sacerdote? mago? ). Spesso è anche confuso circa i metodi della cura ( psicoterapia o psicofarmaci? cure private, presso una ASL o ricovero ospedaliero? ). Altre volte pensa di poter risolvere tutto con un viaggio, una vacanza, un incontro amoroso, una vincita di denaro, se non addirittura la droga, la baldoria, la vita notturna, in un agitato e confuso tentativo di farcela da solo, senza bisogno di cure: eppure, nel frattempo è venuto a chiedere la prima visita. 

Molte volte la responsabilità di questa diffusa confusione nelle persone, circa la psicoterapia, ma più in generale la psicologia, confuse con psichiatria e neurologia, è causata dall' inflazione aumentata in questi ultimi anni, di pubblicazioni e documentari di ogni sorta, sul cervello e la psiche. Inoltre sono diffuse le apparizioni, sugli schermi televisivi, di personaggi, a volte anche professionisti accreditati in campo accademico, che non sempre divulgano notizie scientificamente serie, sobrie e contenute, contribuendo a fomentare illusioni sulla natura di ansia e depressione e la loro cura, illudendo circa il miraggio che ansia e depressioni siano equiparabili a normali malattie organiche e come tali curabili con semplici somministrazioni farmacologiche. A questo proposito vedi quanto esposto in: 

Le cause dei disturbi psicologici

Di solito, i primi minuti del colloquio servono a far ambientare l'utente, consentendogli di realizzare che si sta trovando in una situazione di  " normale consultazione professionale ".

L'utente esporrà ciò che vuole liberamente e lo psicoterapeuta farà delle domande discrete, ma tecnicamente specifiche, cioè finalizzate ad aiutare la persona ad organizzare e completare ciò che vuole dire. Se l'utente vuole che lo psicoterapeuta si faccia anche un'idea della sua storia clinica pregressa, di solito ha già portato con sè anche gli esiti di analisi cliniche e tests fatti precedentemente.

 

 

Conclusione del primo colloquio

 

 

Alla conclusione di questo primo colloquio preliminare, di solito l'utente "sente" già se vuole continuare con quello psicoterapeuta e iniziare così la sua terapia.

A sua volta lo psicoterapeuta può essere in grado di avere una valida ipotesi diagnostica di quella persona, già durante quel primo colloquio e può fornire le prime indicazioni sulla terapia proposta. A volte egli può anche convincersi che non è indicato, per quella persona e in quel caso, un trattamento psicoterapeutico e, in questo caso, lo comunicherà all'utente, consigliandogli vie alternative.

Nei casi in cui la persona era già venuta intenzionalmente a chiedere soltanto un incontro di consulenza, ovviamente non si concluderà il colloquio con un'ipotesi di progetto terapeutico e non vi sarà un seguito. Tuttavia, a volte, la persona viene al colloquio convinta di necessitare esclusivamente di consigli, ma in realtà scopre e capisce che vi è necessità di cura. In questi casi è compito dello psicoterapeuta esprimere e spiegare il proprio parere.

Nei casi in cui sia l'utente che lo psicoterapeuta concordano per l'inizio della psicoterapia, l'utente, al termine del primo colloquio, potrà andare in segreteria a concordare e fissare i prossimi appuntamenti. 

L'utente viene informato che normalmente i prossimi tre appuntamenti saranno destinati all'indagine più approfondita di tutto ciò che lo riguarda e che durante il tempo dei prossimi tre appuntamenti probabilmente gli verranno proposti uno o più tests psicologici, così come a volte può essere necessario un controllo medico e, a secondo i casi, delle analisi cliniche. In pratica, il tempo seguente il primo colloquio e in media corrispondente a tre sedute ( così si chiamano gli incontri di psicoterapia ), è destinato all'indagine approfondita, agli accertamenti clinici e dunque al perfezionamento della diagnosi.

 

Di solito

Organizzazione della psicoterapia, dopo il primo colloquio

 

 

Le sedute, nella maggior parte dei casi,  hanno la cadenza di una volta alla settimana.

Le sedute di psicoterapia si programmano in anticipo e si pianificano esattamente nei giorni e negli orari, depositando anticipatamente la parcella relativa alla/alle sedute che si pianificano. La parcella depositata al momento della pianificazione, appartiene al paziente fino a quando non saranno svolte le relative sedute e viene integralmente restituita, se il paziente dovesse decidere di annullare ciò che ha pianificato, avvisando anticipatamente della sua intenzione.

Nella maggior parte dei casi, una volta pianificate le sedute, non sarà poi facile cambiare e modificare giorni e orari delle sedute prefissate, a causa del fatto che, data l'elevata richiesta di psicoterapia, è difficile che nella settimana vi siano spazi liberi. Di conseguenza la puntualità sugli appuntamenti stabiliti, da parte dello psicoterapeuta e da parte dell'utente, contribuisce a stabilizzare il "rapporto formale" fra il paziente e lo psicoterapeuta.

La stabilità del rapporto formale, che avviene anche con la pianificazione anticipata delle sedute e con la puntualità, fornisce un contenitore rassicurante e protettivo al paziente ed è anche molto utile per l'organizzazione clinica dello psicoterapeuta, a tutto vantaggio di tutti i pazienti in trattamento con lo stesso psicoterapeuta.

Il terapeuta, ovviamente, dedica un numero di ore settimanale definito all'attività di ricevimento dei pazienti in psicoterapia presso lo studio privato e facilmente può accadere che a volte richieste urgenti non trovino spazi per un consulto immediato.

Al termine delle prime tre sedute diagnostiche che seguono il primo colloquio, sia l'utente che lo psicoterapeuta sapranno, ovviamente, molto di più e a quel punto sarà molto più chiaro il percorso da seguire. Vi sono dei casi che possono esitare in un risultato soddisfacente in modo molto rapido e breve, anche, eccezionalmente, soltanto dopo queste prime sedute. In questo caso il trattamento è concluso. Ma questi sono casi molto rari. La maggior parte delle volte occorre proseguire. In questi casi il terapeuta dirà chiaramente, data la diagnosi definita, quale tipologia di trattamento è indicata. Infatti le tecniche e i metodi terapeutici sono diversi e si possono stabilire solo dopo che la diagnosi iniziale è stata completata.

Statisticamente la maggior parte delle persone necessitano di essere trattate in sedute di psicoterapia analitica e/o cognitiva, poichè questo rappresenta il mezzo più utile ed efficace nella maggior parte delle condizioni di disturbi psicologici ansiosi e ansioso-depressivi, disturbi di personalità, del comportamento alimentare e disfunzioni sessuali psicogene.

In altri casi può essere indicato, isolatamente o abbinati alla psicoterapia di base, un trattamento ipnotico, oppure psicosomatico ( training di rilassamento, biofeedback, ecc ), oppure comportamentale come il decondizionamento. In altri casi è sufficiente soltanto il trattamento psicofarmacologico. Tuttavia a prescindere dal metodo psicoterapeutico necessario per la data persona, gli psicofarmaci molto spesso devono essere somministrati in abbinamento alla psicoterapia, poichè essi hanno lo specifico scopo di contenere e controllare i sintomi, mentre con la psicoterapia si procede per il miglioramento della funzione psicologica cognitiva, emotiva e comportamentale, "guarendo" così al livello delle cause del disturbo.

vedi: Psicoterapia e farmaci

E' necessario avere chiarezza circa il fatto che la maggior parte delle volte le persone affette dai più comuni disturbi psicologici, quali disturbi d'ansia, depressione, fobie, ossessioni e compulsioni, disturbi psicosessuali, disturbi della personalità, disturbi dell'alimentazione come anoressia e bulimia, disturbi psicosomatici, disturbi sessuali psicogeni come insufficienza erettiva, eiaculazione precoce, disturbi dell'orgasmo nella donna, necessitano della psicoterapia, se vogliono risolvere radicalmente il loro problema e non vogliono soltanto accontentarsi dell'attenuazione dei sintomi. In questi casi occorre proseguire con sedute settimanali, dopo le prime tre di cui sopra. Ciò non implica che coloro i quali necessitano di psicoterapia, non necessitino anche di altri mezzi collaterali, come gli psicofarmaci, o tecniche di rilassamento, o altro, ma la psicoterapia rappresenta il corpo centrale e fondamentale della cura.


 

 

LE NORME FORMALI DI UN RAPPORTO PSICOTERAPEUTICO

  • Le norme formali, nel rapporto psicoterapeutico, sono (indicazioni generalizzate, che possono essere pattuite diversamente caso per caso):

1- fare, almeno, una seduta alla settimana ( quasi sempre va bene così )

2- le sedute si devono sempre pianificare anticipatamente, versando contestualmente la relativa parcella. E' consigliabile pianificarne più di una per volta

3- occorre rispettare esattamente gli orari prefissati di seduta e qualora eccezionalmente si fosse impossibilitati a venire, occorre avvisare, quando è possibile, entro il giorno precedente, in modo da tentare di recuperare quella seduta nella stessa settimana.

Il paziente sale in studio da solo e nessun accompagnatore può sostare nello studio durante l'ora di psicoterapia.

4- l'utente è informato che egli, in psicoterapia, si assume, alla pari con lo psicoterapeuta, la responsabilità della gestione del rapporto, per quanto gli concerne e che ciò serve a rendere impegnativa la relazione terapeutica: essere, anche praticamente, responsabilizzati ed impegnati nel rapporto di psicoterapia, contribuisce a contrastare le future ed inevitabili involontarie resistenze a perseverare nella terapia fino alla conclusione - ( è utile che la persona in psicoterapia, chieda chiarimenti allo psicoterapeuta, su questo punto che riguarda la "responsabilità" ).

5- la seduta impegna l'utente per circa 60 minuti, dei quali i primi dieci/quindici saranno trascorsi da solo, in un ambiente adeguato dello studio, per prepararsi all'incontro con il terapeuta - ( è utile che la persona in psicoterapia chieda chiarimenti allo psicoterapeuta, sul senso di questi primi minuti da solo ) - ; altri quarantacinque/cinquanta minuti saranno trascorsi in seduta congiunta con il terapeuta e gli ultimi cinque da solo per fissare i contenuti di seduta

 

La seduta

  L'ambiente della seduta di psicoterapia

 

 

La seduta di psicoterapia individuale si svolge in una sala arredata con tendaggi, tappeti, divani e poltrone, confortevole e molto riservata ed ovattata. Il paziente può sedersi dove vuole e può muoversi come vuole. Il terapeuta siede, di solito, di fronte, o lateralmente, rispetto al paziente. A volte può posizionarsi anche fuori vista, cioè dietro il paziente. Ciò dipende dalla fase della psicoterapia e da ciò che è necessario fare in quella data seduta. Dipende anche dalla necessità di fornire al paziente talvolta più confrontazione colloquiale, oppure opportunità di concentrazione introspettiva. ( Per sapere di più circa i procedimenti psicoterapici, vedi gli altri documenti di questo sito su Psicoterapeuta, La psicoterapia, La terapia).

Il paziente, in studio, non incontrerà mai altre persone, oltre il terapeuta, gli altri specialisti, (Psicologia medica) se necessario, e la segretaria, durante tutto il rapporto di psicoterapia.

 

 

Alcune volte 

Psicofarmaci in psicoterapia

 

 

Alcune volte, come già detto, può essere necessario il supporto degli psicofarmaci, durante la terapia.  

In questi casi il paziente è visitato da uno dei medici dello staff, il neurologo o l'internista, prima di iniziare la copertura farmacologica. In tutti i casi, comunque, questa sarà preventivamente concordata e stabilita nelle sedute di psicoterapia e molte volte sarà subordinata al consenso del paziente.

 

Molte volte 

Dalla seduta individuale, al gruppo

 

 

Molte volte il decorso psicoterapeutico si evolve, dopo un certo tempo, con il cambiamento di assetto di seduta: dalla seduta individuale, alla seduta di gruppo. Ciò avviene, quando indicato, in una fase avanzata della terapia, dopo avere analizzato il suo significato nelle sedute individuali e sempre subordinatamente all'accettazione del paziente.

Il passaggio dalla psicoterapia in seduta individuale alla psicoterapia in seduta di gruppo, rappresenta una evoluzione migliorativa. Infatti raramente una persona può entrare in un gruppo già all'inizio del trattamento, anzi, questo è spesso controindicato. Quando invece il paziente ha conseguito nella terapia individuale un sufficiente controllo cognitivo dei suoi processi mentali, di solito è pronto ad accedere alla fase superiore della psicoterapia, effettuata in un gruppo. Nella psicoterapia in gruppo, infatti, sarà molto più possibile trattare dal vivo le difficoltà della persona, così come si esprimono nelle relazioni sociali. Inoltre egli potrà condividere con altri pazienti in analisi, non tanto situazioni simili, poichè ogni persona ha ovviamente una condizione situazionale diversa dall'altra, ma i processi mentali che conducono alla sintomatologia, che invece sono comuni e molto simili, in quasi tutte le persone che soffrono di disturbi o disagi psichici. Il passaggio in gruppo dunque incrementa la forza e l'efficacia della terapia. Inoltre è anche vantaggiosa sul piano quantitativo, poichè un incontro di gruppo ha una durata molto più elevata di una seduta individuale e nonostante ciò, la parcella è più bassa, consentendo anche un risparmio economico.

La psicoterapia in gruppo si svolge in un salone arredato con tappeti, molti cuscini, tendaggi e divani. Le persone, incluso il terapeuta staranno scalzi e potranno posizionarsi comodamente e liberamente, affinchè per tutta la durata dell'incontro di gruppo, possano sentirsi liberi nell'espressione e nell'analisi che dovranno fare con l'analista e i compagni di gruppo. 

 

La durata 

Tempi medi di durata della psicoterapia

 

 

Nella pratica il decorso e la durata di un completo trattamento psicoterapeutico dipende da una moltitudine di fattori, alcuni dei quali del tutto imprevedibili all'inizio. Il che vuol dire che si vanno manifestando e scoprendo durante il trattamento stesso. Alcuni di questi fattori sono propri della patologia e possono presentarsi anche molto resistenti al trattamento.

Tuttavia nessuno che voglia seriamente usufruire del trattamento psicoterapeutico, dovrebbe illudersi di potere ottenere uno stabile vantaggio definitivo, in poche sedute (meno di 12). Così come nessuno dovrebbe illudersi di potere vedere ben presto dei veri vantaggi di "guarigione", pur essendo vero che già sin dalle primissime sedute, molti si sentono già meglio. Però è altrettanto vero che molti devono aspettare ben oltre le prime dieci/quindici sedute, prima di cominciare a sentire dei reali miglioramenti.

A quanto sopra detto, tuttavia, corrispondono non poche eccezioni: persone che possono concludere molto bene anche prima della durata media e altre persone che per concludere bene, devono andare oltre la durata media.

In tutti i casi la conclusione della psicoterapia, si consiglia che avvenga nel seguente modo:

-- il paziente ad un certo punto del trattamento comincia a rendersi conto di sentirsi nettamente meglio rispetto a prima e che questo miglioramento si presenta stabile: lo dovrà comunicare al terapeuta, insieme alla sua eventuale intenzione di prepararsi alla conclusione del trattamento.

-- il terapeuta, da parte sua, sarà già consapevole di diversi dati osservati nel paziente, che gli daranno modo di giungere ad una sua valutazione, indipendentemente da quanto gli comunica il paziente: tuttavia è da tenere ben chiaro in mente, che molto difficilmente sarà il terapeuta a comunicare al paziente che è giunto il momento di concludere. Questo accade perchè il terapeuta non può stabilire in proprio i tempi necessari al paziente, nè può decidere nulla sulla volontà, il bisogno o il desiderio del paziente di usufruire della psicoterapia.

--per cui la fase conclusiva, che richiede un processo di graduale rallentamento e cessazione, inizierà dopo che il paziente avrà comunicato la sua volontà, sempre che anche lo psicoterapeuta sarà concorde sull'opportunità della conclusione: il terapeuta comunicherà, se richiesto, il suo parere sulla volontà di conclusione espressa dal paziente.

E' molto deleterio non concludere secondo i passaggi appena descritti. Quando il paziente dovesse interrompere bruscamente il trattamento, senza coordinarsi con il parere del terapeuta, o peggio senza tenerne conto, o ancora molto peggio interrompendo bruscamente senza preavviso, egli perderebbe la possibilità della cessazione gestita secondo le procedure cliniche previste per la conclusione e in molti casi il paziente può andare incontro a peggioramenti, o a perdite significative di quanto fino a quel momento conseguito.


Per ulteriori dettagli e informazioni, vedi anche: 

 

 

Psicoterapia e farmaci: terapia multimodale integrata. Informazioni sulla procedura delle terapie

 
 

Lo STUDIO, la TERAPIA e lo PSICOTERAPEUTA: informazioni

Come si svolge la psicoterapia: dal primo colloquio in poi  Lo Psicoterapeuta  Dr. Sergio Angileri
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Dott. Sergio Angileri, Psicologo, Psicoterapeuta, Analista Transazionale, a Palermo dal 1985

Lo Studio del Dott. Sergio Angileri, è uno studio privato di Psicologia Clinica, Psicoterapia e Medicina Psicosomatica. Non è attiva nessuna convenzione con nessun ente pubblico o privato. Tuttavia il tariffario delle parcelle prevede alcune agevolazioni

(clicca qui: tariffario per la Psicoterapia)

Le applicazioni di diagnosi e terapia, sono rivolte all'individuo, alle coppie e alla famiglia.

Invia e-mail

 

IL TEAM DI PSICOTERAPIA, PSICOLOGIA E MEDICINA

Le applicazioni cliniche

Psicoterapeuta - Sessuologo - Psichiatra  - Neurologo - Andrologo - Ginecologa - Endocrinologa - Dietologa e Specialista del Metabolismo 

Lo Studio dove si svolge la Psicoterapia, è riservato esclusivamente per la Psicoterapia (psicoterapia individuale, psicoterapia di coppia, psicoterapia di famiglia, psicoterapia sessuologica e psicoterapia di gruppo), per assicurare alle persone in psicoterapia la massima riservatezza e privacy.

Le visite mediche e i trattamenti degli altri medici, vengono effettuate in locali indipendenti da quelli dove si ricevono le persone per i colloqui psicologici e le sedute di psicoterapia. 

Lo Psicoterapeuta e gli altri specialisti medici collegati, offrono elevati livelli di esperienza clinica e professionale maturata in decenni di esperienza anche internazionale e/o, per alcuni di loro, maturata anche occupando posti dirigenziali o da primario, presso strutture ospedaliere.

L'organizzazione, la metodologia clinica e le tecniche ormai collaudate da quasi trenta anni di esperienza, permettono di assicurare al paziente un percorso di assistenza integrata, nella coordinazione fra i diversi specialisti, dalla diagnosi iniziale, alla conclusione della terapia ( leggi qui dettagli, organizzazione e procedure di PSICOLOGIA MEDICA a PALERMO ).

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