PALERMO - Via Leonardo da Vinci, 111 - Tel. 091.6820331 - 331.2058233 - Email

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Psicoterapia a Palermo: informazioni

 

Di cosa ci occupiamo Psicoterapeuta: dott. Sergio Angileri

 

  Come si svolge la psicoterapia: dal primo colloquio in poi Come procediamo Organizzazione clinica  Terapia: procedure di Psicologia e Medicina integrate

La Psicoterapia: teorie, tecniche e metodi

Tariffario

Ordinario

tariffario Agevolato

PSICOTERAPIA CONVENZIONATA  

 

La "Psicoterapia Cognitiva/Comportamentale"

La "Psicoterapia d'Urgenza e Breve"

Neuroscienza Coscienza Quantistica Trascendenza

Integrazione clinica della Meditazione in Psicoterapia

L'Analisi - La "Psicoterapia Analitica"

DISTURBI d'ANSIA DEPRESSIONE ANORESSIA BULIMIA Disturbi di PERSONALITA' DISTURBI del SONNO INTERNET e DIPENDENZE DISTURBI SESSUALI PSICOSOMATICA PORNOGRAFIA, DIPENDENZE e PARAFILIE TERAPIA DI COPPIA

Psicologo - Psicoterapeuta - Psichiatra - Neurologo (differenze)

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PRESENTAZIONE DELLO STUDIO PSIMED DI PALERMO

Studio PSIMED

Psicologia Medica a Palermo

Via Leonardo da Vinci, n° 111

Tel. 091 6820331

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Mappa e indicazioni stradali

 

Lo Studio PSIMED opera a Palermo dal 1985

E' uno studio di Psicoterapia e Medicina Psicosomatica - Le applicazioni di diagnosi e terapia, sono rivolte all'individuo, alle coppie e alla famiglia.

- Le nostre applicazioni cliniche -

 

Ciascuna persona è accolta nel primo colloquio, quasi sempre dallo Psicoterapeuta. La persona è trattata con un approccio individualizzato e non si attribuisce a priori precedenza a protocolli o modelli di cura generalizzati. Lo psicoterapeuta Dott. Angileri Sergio, oltre ad avere un'esperienza di pratica psicoterapeutica quasi trentennale, è qualificato in psicoterapia analitica transazionale, psicoterapia applicata alla medicina psicosomatica, psicoterapia cognitiva, ipnosi, psicoterapia di gruppo e di conseguenza può decidere ampiamente quale approccio praticare con ciascuna persona, coppia o famiglia, a secondo la situazione individuale della persona, della coppia o della famiglia, che lo consulta. Gli approcci sono cognitivi, analitici, esperenziali, ipnotici, meditativi, psicosomatici, ecc.

Le visite e i trattamenti che richiedono l'intervento da parte dello Psichiatra, del Neurologo e da parte degli altri specialisti del gruppo clinico, vengono effettuate in locali indipendenti da quelli dove si ricevono le persone per i colloqui psicologici e le sedute di psicoterapia, per assicurare alle persone in psicoterapia la massima riservatezza e privacy. Il luogo e l'ambiente della Psicoterapia, infatti, è bene che non divenga mai un luogo affollato e frequentato contemporaneamente da diverse persone: esso non diviene mai un "ambulatorio medico", ma rimane riservatissimo a disposizione di una persona alla volta.

Lo Studio privato di Psicoterapia è infattii caratterizzato dal fatto che ciascuna persona sin dal primo colloquio e per tutto il decorso della psicoterapia, godrà della massima tutela della sua privacy e riservatezza: per tutto il tempo infatti, non incontrerà mai nessun altro paziente o persona, se non lo psicoterapeuta e una collaboratrice.  (vedi ulteriori informazioni)

Lo Psicoterapeuta e gli altri specialisti ( Psichiatra - Neurologo - Endocrinologo - Andrologo - Sessuologo ), offrono elevati livelli di esperienza clinica e professionale maturata in decenni di esperienza anche internazionale e/o, per alcuni di loro, maturata anche occupando posti dirigenziali o da primario, presso strutture ospedaliere.

L'organizzazione, la metodologia clinica e le tecniche ormai collaudate da quasi trenta anni di esperienza, permettono di assicurare al paziente un percorso di assistenza integrata, nella coordinazione fra i diversi specialisti, dalla diagnosi iniziale alla conclusione della terapia.

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Le tariffe, le parcelle e i costi della psicoterapia, sono differenziati nelle seguenti tre tipologie:

 

Il primo colloquio con lo Psicoterapeuta richiede il pagamento della parcella di € 50,00=

 

Gli specialisti dello Studio PSIMED, in nessun caso forniscono consulenze, diagnosi e terapie in forma gratuita

 

BACHECA dello STUDIO PSIMED

ultimo aggiornamento il 03/05/2013

INFORMAZIONI e AGGIORNAMENTI

per tutti i pazienti in psicoterapia e/o analisi con il Dott. Sergio Angileri e per tutti i colleghi psicologi, psicoterapeuti e medici, "a qualsiasi titolo" interessati

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  •  APRILE 2013 - ESPERIENZE E MEDITAZIONE INTEGRATE IN PSICOTERAPIA: per tutti i pazienti attualmente in psicoterapia/analisi con il Dott. Angileri, le sessioni esperenziali ( anche quelle meditative) integrate con la psicoterapia/analisi ordinaria, finora svolte con le modalità precedenti, vengono da Aprile 2013, svolte esclusivamente il mercoledi e/o il giovedi sera dalle ore 20.00 alle ore 21.00. Le modalità di iscrizione alle sedute esperenziali suddette, rimangono quelle a tutti voi note. Chi di voi necessiti di ulteriori informazioni, è preferibile che scriva in e-mail cliccando qui, per evitare di farlo durante le sedute di psicoterapia.

 

  •  MAGGIO 2013 - GRUPPI DI INCONTRO PER LE COPPIE: da maggio 2013 fino a novembre 2013, tutti i pazienti del Dott. Angileri che stanno seguendo psicoterapia di coppia, e che partecipano anche ai gruppi di incontro periodici per coppie, sono qui informati che il gruppo di incontro si terrà, a differenza di come fatto finora, una sola volta la mese, di sabato mattina, alle ore 11.

 

  •  OTTOBRE/2013: è previsto, ad iniziare da ottobre 2013, l'istituzione di una intera giornata, ogni settimana, dedicata esclusivamente a sessioni esperenziali e meditative, presso lo Studio PSIMED del Dott. Angileri. E' prevista, in queste giornate, la partecipazione conduttiva, oltre che del Dott. Angileri, anche di altri professionisti esperti e specializzati in psicoterapia transpersonale e nelle esperienze suddette. Le iscrizioni a queste giornate saranno aperte anche a persone esterne, cioè non in psicoterapia o analisi con il Dott. Angileri. Informazioni precise verranno fornite, qui, alla fine di settembre 2013. E' attualmente in atto un incremento dell'attività del Dott. Angileri e presso il suo Studio PSIMED, che riguardi l'area transpersonale e meditativa. Tale incremento avrà massima attuazione nel 2014, con l'intervento di altri eminenti specialisti.

 

  •  DICEMBRE 2013/GENNAIO 2014: Il Dott. Sergio Angileri sta organizzando quattro giornate seminariali presso lo Studio PSIMED, sul tema "Meditazione e Stati di Coscienza in Psicoterapia". I seminari saranno condotti - due giornate a dicembre 2013 e due giornate a gennaio 2014 - dal Dott. Angileri, affiancato da altri noti specialisti nel campo, provenienti dal nord Italia e dall'estero. Sarà data priorità di partecipazione a tutti i pazienti in psicoterapia/analisi con il Dott. Angileri e ai colleghi medici e psicologi dello staff. Informazioni definitive e iscrizioni saranno attuate nel mese di novembre 2013.

 

  •  PRIMAVERA/ESTATE 2014: per tutte le persone in psicoterapia/analisi con il Dott. Angileri, sono previsti stages residenziali e/o esperienze di "maratona" residenziale, in una località nella provincia di Palermo, non distante dalla città. Tali esperienze saranno da intendere come integrative dell'ordinario percorso di psicoterapia/analisi di ciascuno. Queste esperienze saranno svolte, in parte, all'esterno dei locali del luogo, in area di campagna. Per ulteriori informazioni, richiederle cliccando qui.

 

  •  ANNO 2014: il Dott. Angileri Sergio prevede un forte incremento della propria attività clinica, professionale, di ricerca e di studi. Per questa ragione sta incrementando lo staff con altri specialisti e psicoterapeuti e dal 2014 le sedute di psicoterapia saranno svolte, oltre che nella sede usuale e storica di Via Leonardo Da Vinci, 111 a Palermo, anche in un'altra sede. L'informazione definitiva sarà qui data entro la fine del 2013.

 

  •  AUTUNNO 2014: presso il suo Studio PSIMED, il Dott. Sergio Angileri condurrà, insieme ad una eminente e nota esperta internazionale, uno stage di Ipnosi Regressiva e Terapia R. La partecipazione sarà aperta a tutti, con priorità data ai pazienti in psicoterapia/analisi e ai colleghi dello staff. Le informazioni più precise saranno fornite prevedibilmente a giugno/luglio 2014.

 


 


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Cliccare qui, per informazioni sullo Studio PSIMED di Palermo

 

 

Prassi e procedimenti della cura psicoterapeutica

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Sommario della pagina

 

Descrizione generale: consulenza psicologica e psicoterapia

Cosa è la psicoterapia. Scelta dello psicoterapia e dello psicoterapeuta

Il primo colloquio con lo psicoterapeuta

Conclusione del primo colloquio: che si fa?

Organizzazione del proseguimento nella relazione psicoterapeutica

Lo studio, l'ambiente, la stanza di analisi e terapia

Psicofarmaci durante la psicoterapia

Dalla psicoterapia individuale alla psicoterapia in gruppo

Durata complessiva della cura psicoterapeutica e sua conclusione

Parcelle del TARIFFARIO ORDINARIO

Lo Psicoterapeuta al domicilio del paziente

Parcelle del TARIFFARIO AGEVOLATO

PSICOTERAPIA CONVENZIONATA

 

In questa pagina sono descritte la prassi e i procedimenti usualmente e genericamente applicate nella nostra attività clinica.

Descrizione generale

 

Generalmente l'utente che si rivolge ad uno studio privato di psicoterapia, o ad un servizio pubblico di psicologia clinica, è una persona che versa in una delle seguenti condizioni:

Di cosa ci occupiamo nello Studio PSIMED a Palermo

Le CAUSE dei disturbi psicologici

Psicoterapeuta: il dott. Sergio Angileri

DIAGNOSI psicologica

  Come si svolge la psicoterapia: dal primo colloquio in poi

Disturbi d' ANSIA e PANICO: criteri diagnostici

Organizzazione clinica dello Studio PSIMED

La Psicoterapia: teorie, tecniche e metodi

DEPRESSIONE

Tariffario Ordinario di Psicoterapia

tariffario Agevolato di Psicoterapia

DISTURBI SESSUALI

PSICOTERAPIA CONVENZIONATA
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TERAPIA e CONSULENZA di COPPIA

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MEDICINA PSICOSOMATICA

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Disturbi della personalità

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Internet Dipendenza - Pornodipendenza - Pedofilia

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  Come si svolge la psicoterapia: dal primo colloquio in poi

La Psicoterapia: teorie, tecniche e metodi

 

 

Persone che presentano una "condizione acuta sintomatologica"

 

Sono i casi in cui la persona soffre prevalentemente di sintomi improvvisi o recenti, oppure che sorgono dalla sua pregressa condizione di disturbo psicologico, che dura da tempo variabile caso per caso.

La persona, in questi casi, spesso consulta lo psicoterapeuta con aspettative "mediche". Sono, spesso, persone convinte che la psicologia e la psicoterapia servano solo in casi estremi, di tipo medico/sanitario. Altri, disinformati o poco istruiti, pensano che la psicoterapia sia "cosa per i pazzi o i malati mentali".

 

 

persone che presentano un "disagio psicologico e/o situazionale"

 

Sono i casi in cui la persona non accusa sintomi acuti, ma lievi o non stabilizzati. E' consapevole di un indefinito disagio, ma lo attribuisce a qualche situazione esterna a sè, oppure fornisce proprie interpretazioni e spiegazioni, o altre volte dichiara di sentirsi incerto e confuso su come spiegarsi un indefinibile disagio psicologico.

La persona, in questi casi, consulta lo psicoterapeuta, ma con aspettative "incerte", non sapendo esattamente cosa chiedere o aspettarsi. In questi casi vorrebbe che lo psicoterapeuta, magari in un singolo incontro, gli fornisca rimedi e soluzioni. Queste persone di solito considerano la psicoterapia come un sistema di supporto o consiglio.

 

 

persone che presentano "necessita' di consigli, pareri e indicazioni"

 

Sono i casi in cui la persona, pur avendo cercato e richiesto il colloquio con lo psicoterapeuta, nega un vero disturbo, anche se involontariamente, e trasforma la richiesta di aiuto, spesso in buona fede, sotto forma di "consiglio" . In altri casi, se effettivamente non disturbata, necessita oggettivamente di semplice "consulenza". Altre volte dichiara apertamente di avere richiesto quel primo colloquio per una forma di curiosità di incontro con uno psicoterapeuta.

La persona, in questi casi, viene a chiedere apertamente consigli, pareri, indicazioni e tende a intrattenere il colloquio parlando della situazioni della sua vita quotidiana, sfuggendo qualsiasi riferimento al proprio sistema psicologico. Queste persone, di solito, si sentono in grande imbarazzo già solo per il semplice fatto di essere andate in un colloquio con lo psicoterapeuta. Spesso anche queste persone, disinformate o poco istruite, si sentono "declassate" a causa del fatto di "essere andati dallo psicologo".

 

persone che vengono "gia' informate, edotte o avendo gia' fatto precedentemente psicoterapia"

Sono i casi in cui la persona viene chiaramente a chiedere di entrare in un rapporto di analisi, già sapendo molto su questo, a volte perchè la persona è già molto informata e colta sui significati e sulle utilità dell' analisi psicologica a prescindere dalla necessità terapeutica, altre volte perchè ha già alle spalle una precedente psicoterapia fatta altrove e adesso vuole procedere e approfondire in un percorso analitico/psicoanalitico.

La persona in questi casi mostra subito di sapere cosa vuole. Non sempre è in uno stato di disturbo o sofferenza palese. Molte volte si trova in un periodo di crisi di vita, a vari livelli, o crisi esistenziale. Altre volte, invece, vuole percorrere con un analista, un approfondimento introspettivo/analitico, con obiettivi non sempre del tutto definibili in partenza. Queste, per lo più, sono persone istruite, non suggestionate dai luoghi comuni e di elevato livello intellettuale, molto complesse e profonde.

 

§

 

 

Come definire allora, la PSICOTERAPIA?

Chi sono le persone che se ne servono?

 

 

definizione di "psicoterapia"

 

La psicoterapia è una cura specialistica per i disturbi psichici e le malattie mentali, spesso somministrata in combinazione con psicofarmaci adeguati.

La psicoterapia, nella forma di applicazione analitica e/o quando non è necessario curare disturbi o malattie psicologiche, è anche o a volte soltanto, un percorso di autoconoscenza e perfezionamento di crescita esistenziale, individuale e relazionale, per potere conseguire maggiore efficacia ed armonia con se stessi e con gli altri.

 

 

 

Una parte degli utenti dello psicoterapeuta, sono persone che soffrono di disagio psichico, o di vere e proprie malattie mentali, primari e a volte anche secondari a vere malattie neurologiche. 

Altri utenti, invece, non soffrono di veri disturbi psichici, o malattie mentali, ma si servono della psicoterapia analitica come di un mezzo di ulteriore crescita personale.

Generalmente le persone accedono allo studio di psicoterapia per mezzo di segnalazioni o indicazioni ricevute da altri pazienti trattati nello stesso studio, o per mezzo di indicazioni e avviamenti attuati da altri specialisti che hanno in cura la stessa persona, o per mezzo di conoscenze sugli specialisti dello studio ottenute tramite pubblicazioni degli articoli scritti, o anche per mezzo di vie casuali come la lettura di spazi informativi sugli elenchi telefonici, riviste specializzate, internet, ecc.

Questi ultimi mezzi casuali, e da alcuni anni specialmente Internet, sono usati abbastanza frequentemente, anche perchè spesso le persone sentono la necessità, all'inizio, di accedere allo psicoterapeuta in modo molto riservato e anonimo. Per cui, spesso, preferiscono non parlarne con nessuno e scelgono lo psicoterapeuta casualmente, affidandosi ad una scelta individuale fondata sul proprio intuito. Questo avviene anche per enormi pregiudizi e vergogne che continuano a sussistere in molte persone, circa il disagio psichico e circa la cura psicoterapeutica.

Nel meridione d'Italia, inoltre, è molto meno frequente che altrove in Europa, che persone, anche se erudite ed informate, si servano della psicoterapia analitica come strumento di crescita e perfezionamento personale, senza soffrire di particolari disturbi psicologici. Ciò dipende anche da una base culturale arcaica nel Sud, che impone all'individuo la convinzione dell'autosufficienza e del "non aver mai bisogno di nessun estraneo alla famiglia", pena l'essere etichettato un debole, tarato, o traditore.

Anche questa obsoleta contaminazione tradizionale contribuisce, nel Sud, al fatto che giungono spesso in terapia persone, solo quando sono ormai ad un punto estremo della loro condizione, anzichè andare in terapia in tempo utile.

Una volta deciso, infine, la persona di solito telefona per chiedere un primo appuntamento, che otterrà al più presto concordandolo con la segreteria dello studio.

(vedi    La psicoterapia:   definizione e descrizione della psicoterapia)

 

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Disturbi d' ANSIA e PANICO: criteri diagnostici

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La Psicoterapia: teorie, tecniche e metodi

 

Il primo appuntamento

 

Il primo appuntamento ovviamente ha lo scopo di dare all'utente la possibilità di conoscere personalmente lo psicoterapeuta e di esporgli le proprie

  • motivazioni

  • disturbi

  • aspettative

 

Lo psicoterapeuta a sua volta, nel primo colloquio, potrà ascoltare e osservare, in modo da poter iniziare a farsi una prima idea diagnostica e potrà esporre all'utente le informazioni e chiarificazioni preliminari circa la cura. Ci sono delle volte in cui l'utente telefona per chiedere intenzionalmente il primo appuntamento con un altro degli specialisti dello studio, come ad esempio il neurologo, o altri.

La maggior parte delle volte però accade, che il primo appuntamento si richiede e si ottiene con lo psicoterapeuta.

Il primo appuntamento con lo psicoterapeuta consiste in un vero e proprio colloquio, che si svolge nella studio personale dello psicoterapeuta, seduti talvolta ai lati opposti di una scrivania, o più frequentemente l'uno di fronte all'altro sui divani dello studio, spesso in modo del tutto informale e paritetico.

Normalmente si tratta di un colloquio calmo e rassicurante, oltre che chiarificatore. Spesso l'utente, già oberato dal suo disagio, prova anche una certa ansia per il fatto che è ignaro di "come si svolge il colloquio e la psicoterapia". Spesso è fuorviato e confuso da precedenti errate informazioni e pregiudizi sullo psicoterapeuta e la psicoterapia, così come spesso la persona arriva al primo colloquio con una gran confusione circa le figure professionali che lo possono aiutare ( psicologo? psichiatra? neurologo? altro medico? sacerdote? mago? ). Spesso è anche confuso circa i metodi della cura ( psicoterapia o psicofarmaci? cure private, presso una ASL o ricovero ospedaliero? ). Altre volte pensa di poter risolvere tutto con un viaggio, una vacanza, un incontro amoroso, una vincita di denaro, se non addirittura la droga, la baldoria, la vita notturna, in un agitato e confuso tentativo di farcela da solo, senza bisogno di cure: eppure, nel frattempo è venuto a chiedere la prima visita. 

Molte volte la responsabilità di questa diffusa confusione nelle persone, circa la psicoterapia, ma più in generale la psicologia, confuse con psichiatria e neurologia, è causata dall' inflazione aumentata in questi ultimi anni, di pubblicazioni e documentari di ogni sorta, sul cervello e la psiche. Inoltre sono diffuse le apparizioni, sugli schermi televisivi, di personaggi, a volte anche professionisti accreditati in campo accademico, che non sempre divulgano notizie scientificamente serie, sobrie e contenute, contribuendo a fomentare illusioni sulla natura di ansia e depressione e la loro cura, illudendo circa il miraggio che ansia e depressioni siano equiparabili a normali malattie organiche e come tali curabili con semplici somministrazioni farmacologiche. A questo proposito vedi quanto esposto in: 

Le cause dei disturbi psicologici

Di solito, i primi minuti del colloquio servono a far ambientare l'utente, consentendogli di realizzare che si sta trovando in una situazione di  " normale consultazione professionale ".

L'utente esporrà ciò che vuole liberamente e lo psicoterapeuta farà delle domande discrete, ma tecnicamente specifiche, cioè finalizzate ad aiutare la persona ad organizzare e completare ciò che vuole dire. Se l'utente vuole che lo psicoterapeuta si faccia anche un'idea della sua storia clinica pregressa, di solito ha già portato con sè anche gli esiti di analisi cliniche e tests fatti precedentemente.

 

 

Conclusione del primo colloquio

 

 

Alla conclusione di questo primo colloquio preliminare, di solito l'utente "sente" già se vuole continuare con quello psicoterapeuta e iniziare così la sua terapia.

A sua volta lo psicoterapeuta può essere in grado di avere una valida ipotesi diagnostica di quella persona, già durante quel primo colloquio e può fornire le prime indicazioni sulla terapia proposta. A volte egli può anche convincersi che non è indicato, per quella persona e in quel caso, un trattamento psicoterapeutico e, in questo caso, lo comunicherà all'utente, consigliandogli vie alternative.

Nei casi in cui la persona era già venuta intenzionalmente a chiedere soltanto un incontro di consulenza, ovviamente non si concluderà il colloquio con un'ipotesi di progetto terapeutico e non vi sarà un seguito. Tuttavia, a volte, la persona viene al colloquio convinta di necessitare esclusivamente di consigli, ma in realtà scopre e capisce che vi è necessità di cura. In questi casi è compito dello psicoterapeuta esprimere e spiegare il proprio parere.

Nei casi in cui sia l'utente che lo psicoterapeuta concordano per l'inizio della psicoterapia, l'utente, al termine del primo colloquio, potrà andare in segreteria a concordare e fissare i prossimi appuntamenti. 

L'utente viene informato che normalmente i prossimi tre appuntamenti saranno destinati all'indagine più approfondita di tutto ciò che lo riguarda e che durante il tempo dei prossimi tre appuntamenti probabilmente gli verranno proposti uno o più tests psicologici, così come a volte può essere necessario un controllo medico e, a secondo i casi, delle analisi cliniche. In pratica, il tempo seguente il primo colloquio e in media corrispondente a tre sedute ( così si chiamano gli incontri di psicoterapia ), è destinato all'indagine approfondita, agli accertamenti clinici e dunque al perfezionamento della diagnosi.

 

Di solito

Organizzazione della psicoterapia, dopo il primo colloquio

 

 

Le sedute, nella maggior parte dei casi,  hanno la cadenza di una volta alla settimana.

Le sedute di psicoterapia si programmano in anticipo e si pianificano esattamente nei giorni e negli orari, depositando la parcella relativa alla/alle sedute che si pianificano. La parcella depositata al momento della pianificazione, appartiene al paziente fino a quando non saranno svolte le relative sedute e viene integralmente restituita, se il paziente dovesse decidere di annullare ciò che ha pianificato, avvisando anticipatamente della sua intenzione.

Nella maggior parte dei casi, una volta pianificate le sedute, non sarà poi facile cambiare e modificare giorni e orari delle sedute prefissate, a causa del fatto che, data l'elevata richiesta di psicoterapia, è difficile che nella settimana vi siano spazi liberi. Di conseguenza la puntualità sugli appuntamenti stabiliti, da parte dello psicoterapeuta e da parte dell'utente, contribuisce a stabilizzare il "rapporto formale" fra il paziente e lo psicoterapeuta.

La stabilità del rapporto formale, che avviene anche con la pianificazione anticipata delle sedute e con la puntualità, fornisce un contenitore rassicurante e protettivo al paziente ed è anche molto utile per l'organizzazione clinica dello psicoterapeuta, a tutto vantaggio di tutti i pazienti in trattamento con lo stesso psicoterapeuta.

Il terapeuta, ovviamente, dedica un numero di ore settimanale definito all'attività di ricevimento dei pazienti in psicoterapia presso lo studio privato e facilmente può accadere che a volte richieste urgenti non trovino spazi per un consulto immediato.

Al termine delle prime tre sedute diagnostiche che seguono il primo colloquio, sia l'utente che lo psicoterapeuta sapranno, ovviamente, molto di più e a quel punto sarà molto più chiaro il percorso da seguire. Vi sono dei casi che possono esitare in un risultato soddisfacente in modo molto rapido e breve, anche, eccezionalmente, soltanto dopo queste prime sedute. In questo caso il trattamento è concluso. Ma questi sono casi molto rari. La maggior parte delle volte occorre proseguire. In questi casi il terapeuta dirà chiaramente, data la diagnosi definita, quale tipologia di trattamento è indicata. Infatti le tecniche e i metodi terapeutici sono diversi e si possono stabilire solo dopo che la diagnosi iniziale è stata completata.

Statisticamente la maggior parte delle persone necessitano di essere trattate in sedute di psicoterapia analitica e/o cognitiva, poichè questo rappresenta il mezzo più utile ed efficace nella maggior parte delle condizioni di disturbi psicologici ansiosi e ansioso-depressivi, disturbi di personalità, del comportamento alimentare e disfunzioni sessuali psicogene.

In altri casi può essere indicato, isolatamente o abbinati alla psicoterapia di base, un trattamento ipnotico, oppure psicosomatico ( training di rilassamento, biofeedback, ecc ), oppure comportamentale come il decondizionamento. In altri casi è sufficiente soltanto il trattamento psicofarmacologico. Tuttavia a prescindere dal metodo psicoterapeutico necessario per la data persona, gli psicofarmaci molto spesso devono essere somministrati in abbinamento alla psicoterapia, poichè essi hanno lo specifico scopo di contenere e controllare i sintomi, mentre con la psicoterapia si procede per il miglioramento della funzione psicologica cognitiva, emotiva e comportamentale, "guarendo" così al livello delle cause del disturbo.

vedi: Psicoterapia e farmaci

E' necessario avere chiarezza circa il fatto che la maggior parte delle volte le persone affette dai più comuni disturbi psicologici, quali disturbi d'ansia, depressione, fobie, ossessioni e compulsioni, disturbi psicosessuali, disturbi della personalità, disturbi dell'alimentazione come anoressia e bulimia, disturbi psicosomatici, disturbi sessuali psicogeni come insufficienza erettiva, eiaculazione precoce, disturbi dell'orgasmo nella donna, necessitano inderogabilmente della psicoterapia, se vogliono risolvere radicalmente il loro problema e non vogliono soltanto accontentarsi dell'attenuazione dei sintomi. In questi casi occorre proseguire con sedute settimanali, dopo le prime tre di cui sopra. Ciò non implica che coloro i quali necessitano di psicoterapia, non necessitino anche di altri mezzi collaterali, come gli psicofarmaci, o tecniche di rilassamento, o altro, ma la psicoterapia rappresenta il corpo centrale e fondamentale della cura.


 

 

LE NORME FORMALI DI UN RAPPORTO PSICOTERAPEUTICO

  • Le norme formali, nel rapporto psicoterapeutico, sono:

1- fare, almeno, una seduta alla settimana ( quasi sempre va bene così )

2- le sedute si devono sempre pianificare anticipatamente, versando contestualmente la relativa parcella. E' consigliabile pianificarne più di una per volta

3- occorre rispettare esattamente gli orari prefissati di seduta e qualora eccezionalmente si fosse impossibilitati a venire, occorre avvisare, quando è possibile, entro il giorno precedente, in modo da tentare di recuperare quella seduta nella stessa settimana.

Il paziente sale in studio da solo e nessun accompagnatore può sostare nello studio durante l'ora di psicoterapia.

4- l'utente è informato che egli, in psicoterapia, si assume, alla pari con lo psicoterapeuta, la responsabilità della gestione del rapporto, per quanto gli concerne e che ciò serve a rendere impegnativa la relazione terapeutica: essere, anche praticamente, responsabilizzati ed impegnati nel rapporto di psicoterapia, contribuisce a contrastare le future ed inevitabili involontarie resistenze a perseverare nella terapia fino alla conclusione - ( è utile che la persona in psicoterapia, chieda chiarimenti allo psicoterapeuta, su questo punto che riguarda la "responsabilità" ).

5- la seduta impegna l'utente per circa 60 minuti, dei quali i primi dieci/quindici saranno trascorsi da solo, in un ambiente adeguato dello studio, per prepararsi all'incontro con il terapeuta - ( è utile che la persona in psicoterapia chieda chiarimenti allo psicoterapeuta, sul senso di questi primi minuti da solo ) - ; altri quarantacinque/cinquanta minuti saranno trascorsi in seduta congiunta con il terapeuta e gli ultimi cinque da solo per fissare i contenuti di seduta

 

La seduta

  L'ambiente della seduta di psicoterapia

 

 

La seduta di psicoterapia individuale si svolge in una sala arredata con tendaggi, tappeti, divani e poltrone, confortevole e molto riservata ed ovattata. Il paziente può sedersi dove vuole e può muoversi come vuole. Il terapeuta siede, di solito, di fronte, o lateralmente, rispetto al paziente. A volte può posizionarsi anche fuori vista, cioè dietro il paziente. Ciò dipende dalla fase della psicoterapia e da ciò che è necessario fare in quella data seduta. Dipende anche dalla necessità di fornire al paziente talvolta più confrontazione colloquiale, oppure opportunità di concentrazione introspettiva. ( Per sapere di più circa i procedimenti psicoterapici, vedi gli altri documenti di questo sito su Psicoterapeuta, La psicoterapia, La terapia).

Il paziente, in studio, non incontrerà mai altre persone, oltre il terapeuta, gli altri specialisti, (Psicologia medica) se necessario, e la segretaria, durante tutto il rapporto di psicoterapia.

 

 

Alcune volte 

Psicofarmaci in psicoterapia

 

 

Alcune volte, come già detto, può essere necessario il supporto degli psicofarmaci, durante la terapia.  

In questi casi il paziente è visitato da uno dei medici dello staff, il neurologo o l'internista, prima di iniziare la copertura farmacologica. In tutti i casi, comunque, questa sarà preventivamente concordata e stabilita nelle sedute di psicoterapia e molte volte sarà subordinata al consenso del paziente.

 

Molte volte 

Dalla seduta individuale, al gruppo

 

 

Molte volte il decorso psicoterapeutico si evolve, dopo un certo tempo, con il cambiamento di assetto di seduta: dalla seduta individuale, alla seduta di gruppo. Ciò avviene, quando indicato, in una fase avanzata della terapia, dopo avere analizzato il suo significato nelle sedute individuali e sempre subordinatamente all'accettazione del paziente.

Il passaggio dalla psicoterapia in seduta individuale alla psicoterapia in seduta di gruppo, rappresenta una evoluzione migliorativa. Infatti raramente una persona può entrare in un gruppo già all'inizio del trattamento, anzi, questo è spesso controindicato. Quando invece il paziente ha conseguito nella terapia individuale un sufficiente controllo cognitivo dei suoi processi mentali, di solito è pronto ad accedere alla fase superiore della psicoterapia, effettuata in un gruppo. Nella psicoterapia in gruppo, infatti, sarà molto più possibile trattare dal vivo le difficoltà della persona, così come si esprimono nelle relazioni sociali. Inoltre egli potrà condividere con altri pazienti in analisi, non tanto situazioni simili, poichè ogni persona ha ovviamente una condizione situazionale diversa dall'altra, ma i processi mentali che conducono alla sintomatologia, che invece sono comuni e molto simili, in quasi tutte le persone che soffrono di disturbi o disagi psichici. Il passaggio in gruppo dunque incrementa la forza e l'efficacia della terapia. Inoltre è anche vantaggiosa sul piano quantitativo, poichè un incontro di gruppo ha una durata molto più elevata di una seduta individuale e nonostante ciò, la parcella è più bassa, consentendo anche un risparmio economico.

La psicoterapia in gruppo si svolge in un salone arredato con tappeti, molti cuscini, tendaggi e divani. Le persone, incluso il terapeuta staranno scalzi e potranno posizionarsi comodamente e liberamente, affinchè per tutta la durata dell'incontro di gruppo, possano sentirsi liberi nell'espressione e nell'analisi che dovranno fare con l'analista e i compagni di gruppo. 

 

La durata 

Tempi medi di durata della psicoterapia

 

 

La durata media di un buon trattamento psicoterapico, nelle condizioni più diffuse, è di 20-30 sedute individuali, più 30-35 di gruppo.

Tuttavia questa non è altro che una generica indicazione medio-statistica.

Nella pratica il decorso e la durata di un completo trattamento psicoterapeutico dipende da una moltitudine di fattori, alcuni dei quali del tutto imprevedibili all'inizio. Il che vuol dire che si vanno manifestando e scoprendo durante il trattamento stesso. Alcuni di questi fattori sono propri della patologia e possono presentarsi anche molto resistenti al trattamento.

Tuttavia nessuno che voglia seriamente usufruire del trattamento psicoterapeutico, dovrebbe illudersi di potere ottenere uno stabile vantaggio definitivo, in poche sedute (meno di 12). Così come nessuno dovrebbe illudersi di potere vedere ben presto dei veri vantaggi di "guarigione", pur essendo vero che già sin dalle primissime sedute, molti si sentono già meglio. Però è altrettanto vero che molti devono aspettare ben oltre le prime dieci/quindici sedute, prima di cominciare a sentire dei reali miglioramenti.

A quanto sopra detto, tuttavia, corrispondono non poche eccezioni: persone che possono concludere molto bene anche prima della durata media e altre persone che per concludere bene, devono andare oltre la durata media.

In tutti i casi la conclusione della psicoterapia, deve avvenire nel seguente modo:

-- il paziente ad un certo punto del trattamento comincia a rendersi conto di sentirsi nettamente meglio rispetto a prima e che questo miglioramento si presenta stabile: lo dovrà comunicare al terapeuta, insieme alla sua eventuale intenzione di prepararsi alla conclusione del trattamento.

-- il terapeuta, da parte sua, sarà già consapevole di diversi dati osservati nel paziente, che gli daranno modo di giungere ad una sua valutazione, indipendentemente da quanto gli comunica il paziente: tuttavia è da tenere ben chiaro in mente, che molto difficilmente sarà il terapeuta a comunicare al paziente che è giunto il momento di concludere. Questo accade perchè il terapeuta non può stabilire in proprio i tempi necessari al paziente, nè può decidere nulla sulla volontà, il bisogno o il desiderio del paziente di usufruire della psicoterapia.

--per cui la fase conclusiva, che richiede un processo di graduale rallentamento e cessazione, inizierà dopo che il paziente avrà comunicato la sua volontà, sempre che anche lo psicoterapeuta sarà concorde sull'opportunità della conclusione: il terapeuta comunicherà, se richiesto, il suo parere sulla volontà di conclusione espressa dal paziente.

E' molto deleterio non concludere secondo i passaggi appena descritti. Quando il paziente dovesse interrompere bruscamente il trattamento, senza coordinarsi con il parere del terapeuta, o peggio senza tenerne conto, o ancora molto peggio interrompendo bruscamente senza preavviso, egli perderebbe la possibilità della cessazione gestita secondo le procedure cliniche previste per la conclusione e in molti casi il paziente può andare incontro a peggioramenti, o a perdite significative di quanto fino a quel momento conseguito.


Per ulteriori dettagli e informazioni, vedi anche: 

 

 

Psicoterapia e farmaci: terapia multimodale integrata. Informazioni sulla procedura delle terapie

 
 

 

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